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    postdateiconGiovedì 22 Ottobre 2009 09:08 | PDF | Stampa | E-mail
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    forum - Risponde il Dott. Michele Toldo

    Gentile Dottore, il mio gatto, a causa di un incidente, si trova ora con la coda amputata. Che cosa cambia per lui e per la sua vita? Grazie. Domitilla, Bolzano Vicentino

     
    Cara amica, il gatto usa la coda per diversi scopi tra i quali, per esempio, comunicare il suo stato d’animo e bilanciarsi nel movimento e nei salti. Per esempio la coda partecipa al linguaggio corporeo con il quale il gatto ci fa capire che è arrabbiato, è contento di vederci o è molto impegnato perchè sta cacciando e non vuole essere disturbato, ma la coda gli serve anche per riequilibrarsi e “cadere sempre in piedi” Fortunatamente sembra che il gatto riesca ad adattarsi bene anche a questa mutilazione, riuscendo a vivere una vita (apparentemente per noi) normale.


    Sono proprietario di un porcellino d'india da circa quindici giorni. Accarezzandolo ho notato che ha delle croste vicino al collo e nei fianchi. Dai sintomi potrebbe trattarsi di scabbia?. I miei due figli di tredici e quindici anni presentano sul corpo dei piccoli puntini rossi che mi fanno pensare al contagio. Che ne pensa? Devo sopprimerlo o c’è la possibilità di curarlo? E se sì come? Grazie infinite. Antonio, Bassano

     

    Caro Antonio, le croste non sono un sintomo sufficiente per diagnosticare o sospettare una malattia come la scabbia. Nel tuo caso sarebbe opportuno portare la cavia da un veterinario che si interessa anche di questi animale per verificare se vi siano dei problemi e per indicarti il trattamento idoneo. È compito di noi veterinari anche consigliare i neofiti sul miglior modo di mantenere i loro animali. Non è assolutamente il caso di pensare di sopprimere la cavia per questo tipo di problemi che sono generalmente risolvibili facilmente. Per quanto riguarda i tuoi figli, vorrei tranquillizzarti: i parassiti della pelle delle cavie sono specie specifici, significa che vivono volentieri solo sulla cavia e non amano trasferirsi sugli umani. È vero che a volte alcune persone possono essere ipersensibili anche alla loro presenza e dimostrare lievi irritazioni della pelle, che comunque scompaiono curando bene la cavia.


    Gentile dottore, le scrivo per il mio Cavalier di sette anni. Apparentemente sta bene: ha il solito umore, è affettuoso e giocherellone. Scuote spesso la testa, come se gli desse fastidio qualcosa alle orecchie. E c’è di più: da circa una settimana il labbro inferiore e superiore a sinistra appare come prolassato: infatti fuoriesce bava e cibo. Che ne pensa? Lo so che è difficile capire cos’abbia solo da queste poche spiegazioni ma se riuscisse ad aiutarmi sarei felice. Grazie. Lucilla, Thiene

     

    Fonte: www.lacasadibyron.it

    Cara amica, il tuo cane necessita di una vista, in quanto sicuramente qualche cosa nella testa gli da fastidio ma non è possibile determinare “cosa” e “in quale punto”. Gli esseri viventi hanno un numero elevatissimo di punti nei quali possono “rompersi”o “funzionare male” e per un numero elevato di cause. I casi nei quali

    un singolo sintomo (così si chiama in medicina qualsiasi segno visibile o misurabile di una anomalia in corso) permette di individuare il problema sottostante sono veramente rarissimi. In genere è necessario verificare tutto il complesso dell’organismo per riuscire a dare una spiegazione a quello che esteriormente nota il proprietario: il sintomo. Nel tuo caso infatti i tre sintomi: scuotimento della testa, labbra cadenti, perdita di saliva, potrebbero essere dovuti a moltissime cause, potrebbero dipendere dalla stessa causa o da cause diverse. Oltretutto potrebbero essere causati da problemi locali (sul labbro o sull’orecchio) ma anche da problemi più profondi, per esempio a carico del sistema nervoso. Potrebbero esserci sintomi che tu non vedi ma che invece sono evidenti al veterinario. Il procedimento di analisi dei sintomi, ricerca di maggiori informazioni sull’organismo mediante esami collaterali, il riassunto del “quadro clinico” e la diagnosi sono i procedimenti complessi che i veterinari studiano cinque anni all’università e tutti i giorni per tutta la vita professionale per aiutare le persone a vivere sempre meglio con animali sempre più sani. È questo studio la parte principale che forma l’importo della parcella dei professionisti.

     
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