Ecco i migliori paradisi fiscali al mondo!
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Anche se sono anni che lavorate per limitare i problemi creati dai paradisi fiscali, la gente continuerà a chiedervi quali sono i posti migliori al mondo per proteggere i soldi dalle tasse. Collaborando con il Tax Justice Network, ho cercato di dare una risposta definitiva a questa domanda.
"Migliore" è un aggettivo che dà spazio a diverse interpretazioni, per questo è necessaria una definizione più precisa o meglio due. Innanzitutto, può essere inteso come misura della segretezza delle informazioni bancarie. E si capisce bene il perché. È ormai parecchio tempo che ho smesso di
definire cosa sia un paradiso fiscale, dal momento che è totalmente inutile. Piuttosto ritengo che, a meno che uno Stato non abbia una legislazione che prevede il mantenimento del segreto su determinate informazioni, ossia un insieme di normative create a vantaggio dei non residenti, non potrà mai essere considerato un vero paradiso fiscale. In verità, le discipline che tutelano la segretezza vengono create proprio per limitare l'efficacia dei sistemi fiscali degli altri Paesi.
Per funzionare, tali giurisdizioni creano appositamente un velo di riservatezza che protegge l'identità delle persone che utilizzano il loro sistema. Questo è un aspetto molto importante. Anche se coloro che si avvalgono di questa segretezza rivendicano la legalità delle loro attività, sembra che vogliano che nessuno si interessi dei loro affari. Di conseguenza la riservatezza diventa fondamentale.
In secondo luogo, beneficiare di segretezza in un Paese che non sa come gestire il denaro non è molto utile se, come molti desiderano, occorre poter trasferire i fondi con la massima rapidità. Ecco perché abbiamo aggiunto un altro semplice criterio: affinché un Paese possa essere identificato un paradiso fiscale, le sue banche devono essere in grado di trasferire somme molto alte.
Queste due caratteristiche insieme ci permettono di stilare l'indice dei paradisi fiscali denominato Financial Secrecy Index. La ricerca è stata affascinante. Innanzitutto, abbiamo dovuto determinare i Paesi dove la segretezza è tutelata. Per farlo, abbiamo creato una "classifica di classifiche" partendo dalle classifiche dei paradisi fiscali degli ultimi 30 anni e selezionando i Paesi presenti in almeno due di esse. Quindi il nostro team ha analizzato i dati relativi a circa 200 variabili per ogni località.
Come indicatori dell'assenza di trasparenza sono stati selezionati dodici criteri, partendo dall'esistenza del segreto bancario, fino alla possibilità di riportare i conti su un registro pubblico o alla presenza di eventuali accordi siglati con altri Paesi per lo scambio di informazioni fiscali. Le località sono state segnalate solo se mancavano di trasparenza. Abbiamo così compilato un elenco di "soliti sospetti": Svizzera, Malaysia (Labuan), Barbados, Bahamas, Vanuatu, Belize, Brunei, Dominica, Samoa, Seychelles, Santa Lucia, St. Vincent e Grenadine e Turks and Caicos.
Quindi abbiamo determinato l'ammontare del flusso di denaro di ogni località utilizzando i dati del Fondo Monetario Internazionale. Ecco le prime 10 posizioni: Regno Unito (City di Londra), Stati Uniti d'America (Delaware), Lussemburgo, Svizzera, Isole Cayman, Irlanda, Hong Kong, Singapore, Belgio e Bermuda.
Chiaramente non stiamo affermando che tutti i trasferimenti effettuati da e per queste località siano illeciti, ma se aveste bisogno di nascondere del denaro "poco pulito" dove lo mettereste? Dove può essere rintracciato immediatamente o dove l'operazione sarebbe impossibile da identificare come il proverbiale "ago nel pagliaio"? I grandi numeri aiutano il proprietario a nascondere questo denaro di dubbia provenienza e i Paesi appena indicati sono sempre le mete preferite.
Unendo le due classifiche (con un notevole sforzo matematico), otterrete la classifica finale formata da 10 Paesi. Secondo i dati della Tax Justice Network, i migliori paradisi fiscali del mondo sono:
1. Stati Uniti d'America (Delaware);
2. Lussemburgo;
3. Svizzera;
4. Isole Cayman;
5. Regno Unito (City di Londra);
6. Irlanda;
7. Bermuda;
8. Singapore;
9. Belgio;
10. Hong Kong.
I Paesi presenti nella classifica finale potrebbero meravigliare o infastidire più di qualcuno, ma esiste più di una ragione per considerare Londra e lo Stato del Delaware paradisi fiscali accanto ai "soliti sospetti".
Spesso si pensa che la segretezza sia qualcosa che riguarda solo le isole sperdute del Pacifico. Ma è molto più vicina a noi di quanto non si creda. Lo Stato del Delaware assicura agli operatori un livello di segretezza davvero elevato. A dire il vero, anche il Nevada e altri Stati garantiscono la stessa riservatezza, ma proprio perché sempre più aziende usano le banche del Delaware, questo Stato è entrato nella nostra classifica.
Anche Londra entra di diritto nella classifica. Non solo perché molti degli Stati inseriti nell'elenco dei "soliti sospetti", come il Jersey o le Cayman, sono un protettorato della Corona Britannica, ma anche perché operano come filiale della City, il distretto finanziario della capitale del Regno Unito.
La City rappresenta quasi un'entità autonoma all'interno del Regno Unito interamente controllata dal settore finanziario che tiene le fila di tutta l'economia britannica. Da qui partono flussi finanziari segreti diretti verso le banche di tutto il mondo, spesso nascosti dietro un istituto giuridico inventato proprio in Inghilterra: il trust. Proprio a causa dell'enorme potere della City, visto anche alla luce dell'attuale crisi economica, il Governo del Regno Unito sembra incapace di tenerle testa.






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